URBANO VI, IL PAPA DI MARIO PRIGNANO

Mario Prignano presenta (Venerdì 7 settembre, ore 17,30, alla Fonte Bonifacio VIII) agli incontri  del Cafè du Parc – Lezioni di Storia alle Terme curati da Pino Pelloni  il suo “ UrbanoVI. Il papa che non doveva essere eletto” edito da Marietti.  Il libro racconta la storia di un papato durato circa undici anni; un papato drammatico per le circostanze in cui ha avuto inizio e ancora più terribile per come si è svolto e per le conseguenze cha ha avuto. Il protagonista è Bartolomeo Prignano (avo dell’autore). Alla morte di Gregorio XI, nel marzo del 1378, il grande problema nella Chiesa è la conferma o meno del ritorno della sede papale da Avignone - dove era stata per settant’anni, sotto stretta tutela della corona francese - nella città eterna. Il papa appena defunto, francese anche lui come i suoi sei predecessori, è sì ritornato a Roma, ma tutto fa pensare che la cosa possa non durare. Lo lascia presagire soprattutto il fatto che ben 12 dei 16 cardinali chiamati ad eleggere il nuovo papa sono francesi, che preferiscono senza dubbio le rive del Rodano a quelle del Tevere. Ma il popolo di Roma non è, ovviamente, dello stesso avviso; il papa era tornato in città ed il suo successore non doveva neppure pensarci di andarsene di nuovo; il nuovo pontefice deve essere romano o almeno italiano. Le pressioni sui cardinali che devono ritirarsi in conclave sono pesanti e spesso violente. Alla fine risulta eletto, mentre la folla invade la sede del conclave, un arcivescovo che non è neppure cardinale: Bartolomeo Prignano, appunto, che prende il nome di Urbano VI. Il quale cerca da subito di imporre un sistema di governo molto diverso da quello cui era abituata la corte avignonese, di cui lui pure era stato un funzionario. Nel giro di poche settimane Urbano riesce ad inimicarsi gran parte del collegio cardinalizio che lo aveva eletto. Fino al punto che i cardinali gli si ribellano apertamente e, adducendo irregolarità nell'elezione per subita violenza da parte del popolo, dichiarano Urbano usurpatore del soglio petrino, provvedendo all’elezione di un altro papa. Cioè di un antipapa, come sostiene senza esitazione la più grande sostenitrice di Urbano, santa Caterina da Siena. La quale cerca anche di spingere il pontefice a riformare i corrotti costumi ecclesiastici, pur suggerendogli modalità di comportamento più miti di quelle che sono proprie del suo temperamento.(Comunicato Stampa 25/2012, 5 settembre 2012)