Le cinquanta sfumature di odori (erotici) del feticista Huysmans

Per lo scrittore francese, che passò dal satanismo al cattolicesimo, la sensualità delle donne ha afrori diversi nelle brune, nelle rosse e nelle bionde.

Sono odori sospetti, equivoci come un richiamo in una strada buia. Certi laboriosi quartieri di Parigi li esalano quando ci si avvicina, d'estate, ad un gruppo di persone. L'incuria, la stanchezza delle braccia che hanno faticato a causa di lavori opprimenti spiegano l'aspro aroma caprigno che si sprigiona dalle maniche. Più potente ancora e più rude, ho seguito questo afrore in campagna su un plotone di mietitori che passano in pieno sole. Era eccessivo, terribile; vi pungeva le narici come un flacone alcalino, o lo coglievate, irritando le mucose per un rude sentore che somiglia al tanfo dell'anatra selvatica cotta con le olive e all'odore pungente dello scalogno. Tutto sommato, questa emanazione non aveva niente di ripugnante e di vile; si sposava all'odore formidabile del paesaggio come qualcosa di agognato; era la nota pura, che completava attraverso le grida calorose della bestia umana la melodia odorante del bestiame e del legno. Ma lasciamo perdere; tanto, non voglio occuparmi delle ascelle trasandate, dell'umanità bestiale, plebea e campagnola, senza pensieri di abluzioni e senza mezzi di riposo; voglio semplicemente parlare dello squisito e divino aroma preparato dalle donne delle nostre città, dovunque si trovino e si riscaldino, durante un ballo d'inverno, o in una strada d'estate. Meno attenuato dal batista o dalla tela che lo raffinano vaporizzandolo, come fa d'altronde il fazzoletto con l'essenza che vi si versa, il profumo delle braccia femminili è meno esplicativo, meno delicato e meno puro nell'abito aperto del ballo. Là, l'aroma del valerianato d'ammoniaca e dell'urina talvolta si accentua brutalmente e altrettanto spesso un leggero afrore di acido prussico, una vaga sbuffata di pesce guasto e troppo maturo passa nel sospiro di estratti floreali e polveri. Ma è nel momento in cui la parigina è più affascinante, nel momento in cui sotto un sole di piombo, con un'aria opprimente che minaccia temporale, mentre cammina, riparata dall'ombrello, sudando come un orcio, l'occhio smorto a causa del caldo, la carnagione madida, l'aspetto languido e sfinito, che il suo sentore le sfugge, corretto dai filtri della biancheria, al tempo stesso deliziosamente ardito e timidamente fine!Mai le donne furono più desiderabili che nel momento in cui i vestiti di Oxford le modellarono da capo a piedi, aderenti come le camicie bagnate che le imprigionano sotto. Il richiamo del balsamo delle loro braccia è meno insolente, meno cinico che nel ballo dove sono più nude, ma libera più agevolmente la bestia nell'uomo. Diverso come il colore dei capelli, ondeggiante come i ricci che la nascondono, l'odore dell'ascella potrebbe disperdersi all'infinito; nessun aroma ha più sfumature; è una gamma che percorre tutta la tastiera dell'odorato, toccando i sentori stordenti del seringa e del sambuco, ricordando spesso il dolce profumo delle dita che si sfregano dopo aver tenuto e fumato una sigaretta.Audace e talvolta stancante nella bruna e nella nera, acuto e feroce nella rossa, l'ascella è fluttuante e inebriante come certi vini zuccherosi nella bionda, e si potrebbe quasi insinuare che è in totale accordo con la maniera che hanno le labbra di distribuire baci, più insistente e collerica nelle brune, forse più fervente e personale nelle bionde. Ma sia che il colore del vello germogliato sotto le braccia sia chiaro o scuro, sia che il loro aroma ondeggi come un baffo, o si arricci come dei trucioli sottili di mogano e palissandro, bisogna proprio ammettere che la natura è materna e previdente, poiché ha distribuito questi cofanetti di spezie per salare e insaporire l'amorevole stufato che rende d'abitudine così indigesto e, al tempo stesso, così insipido a quei rassegnati della carne che hanno volontariamente acconsentito ad abdicare, in una comune alcova, al loro gusto assoluto per il riposo e la dieta.( Joris-Karl Huysmans – IL GIORNALE, 26 gennaio 2016)