E Wikipedia censura il “Memento”

La denuncia dei Comitati per le libertà: rifiutata la voce sul Memento.

 

Lager e gulag sono due universi concentrazionari differenti, ma le vittime rimangono uguali. La differenza sta nel ricordo. Rievocare l'orrore della Shoah è un dovere mondiale, celebrare «l'altra metà della memoria», quella relativa agli orrori staliniani, è ancora difficoltoso. Da una decina d'anni è stata istituita, il 7 novembre, la giornata «Memento gulag» per ricordare le vittime dello storico Stéphane Courtois, coordinatore dell'équipe di studiosi che scrisse Il libro nero del comunismo. Bene. Se provate a digitare su Wikipedia, l'enciclopedia più consultata del web (e più obiettiva, si dice) le parole «Giornata della memoria», usciranno decine di voci che raccontano diffusamente l'Olocausto, ma anche le vittime delle foibe, del terrorismo e molto altro, ma nulla sugli orrori staliniani. E se si provasse a cercare “Memento Gulag”, troverete una videata con la scritta: “Su questo argomento è stato espresso un dubbio di enciclopedicità”, mentre fino a poco tempo fa - come denunciano i “Comitati per le Libertà” promotori della Giornata della memoria - si leggeva: “Questa pagina è stata cancellata. “Memento Gulag” presenta un contenuto palesemente non enciclopedico o promozionale”. Da notare che l'evento vide, ad esempio, nel 2006 a Berlino, la partecipazione del presidente del Bundestag tedesco e di Giorgio Napolitano... Commento di Libertates, il sito Internet dei “Comitati per le Libertà”: “Insomma, chi è morto giace, per Wikipedia, e chi è vivo si dia pace. Se poi qualcuno continuasse fastidiosamente a invocare la memoria per chi ne è stato privato, e per chi si batte per essa, troverà sempre a vigilare i solerti agenti di Wikipedia, sezione Kgb”. (Luigi Mascheroni, Il Giornale, 26 novembre 2012)