LE CHIESE DI ANTICOLI

In occasione della festa patronale di San Biagio, sabato 2 febbraio, alle ore 11, presso la Sala Consiliare del Comune di Fiuggi, si terrà il convegno “Le Chiese di Anticoli”. L’incontro, in ricordo di don Celestino Ludovici, è stato promosso dalla Biblioteca della Shoah, nell’ambito dei suoi appuntamenti didattici, e da MediaEventi in collaborazione con la locale municipalità. Parteciperanno il sindaco della città Fabrizio Martini, don Luigi Battisti, don Pierino Giacomi, Marco Cecili, Biagio Terrinoni e gli storici Giovanna Napolitano e Pino Pelloni. L’antico borgo di Anticoli è stato, nei secoli antichi,  prima amministrato dal monastero di Subiaco che con i suoi conventi disseminati nella valle Anticolana controllava viabilità e possedimenti e poi lungamente castellanìa della Chiesa.

Quindi il rapporto tra la istituzione Chiesa, il luogo di culto, la comunità e l’intera società civile è stato da sempre molto stretto e interdipendente. La vita delle parrocchie è andata di pari passo con l’evoluzione del borgo anticolano da piccolo centro quale era a moderna cittadina termale. Le tradizioni religiose, le confraternite, l’operoso agire dei parroci stanno ancora oggi a testimoniare quanto il popolo di Dio di questa terra sia legato alla Chiesa Anticolana.

Le Chiese dell’antica Anticoli custodiscono tutt’intera la storia del paese e della sua comunità. Attraverso documenti storici don Celestino Ludovici, il cui libro dedicato alla storia del paese è in uscita per la prossima Pasqua, ha ricostruito il percorso umano e sociale di un popolo dal 1200 al 1911. Una storia ricca di vicende, una storia difficile, una storia che non ha bisogno di farsi leggenda o ipotesi ardimentosa. Una storia, quella di Anticoli, raccontata da don Celestino Ludovici che mette un punto fermo alla ricerca storiografica e documentale e una volta per sempre viene a sfatare il chiacchiericcio sulle origini e gli accadimenti di Anticoli. Un’opera che contribuirà a trasmettere ai cittadini tutti quel senso di appartenenza e di unicità che ha, nel bene e nel male, contraddistinto l’ecclesia, ovvero la comunità fiuggina nel corso dei secoli.