“FOIBE, L'ITALIA NON PUO' DIMENTICARE"

“Le foibe sono tra le pagine più terribili della nostra storia”; così Pietro Grasso ha inaugurato nell'Aula di Palazzo Madama la cerimonia di commemorazione del Giorno del ricordo, istituita esattamente 10 anni fa in memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.
Alla cerimonia è presente il presidente della Repubblica Napolitano, la presidente della Camera Boldrini, il capo del governo Enrico Letta e il presidente della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri.
“L'occupazione Jugoslava, che a Trieste durò 45 giorni, fu causa non solo del fenomeno delle foibe ma anche delle deportazioni nei campi di concentramento jugoslavi di popolazioni inermi”, ha continuato Grasso. “In Istria, a Fiume e in Dalmazia, la repressione jugoslava costrinse molte persone ad abbandonare le loro case. La popolazione italiana che apparteneva a quella regione fu quasi cancellata e di quell'orrore, per troppo tempo, non si è mantenuto il doveroso ricordo. Non possiamo dimenticare e cancellare nulla; non le sofferenze inflitte alle minoranze negli anni del fascismo e della guerra, né quelle inflitte a migliaia e migliaia di italiani”.
Secondo Grasso “ciascun Paese ha il dovere di coltivare le proprie memorie, di non cancellare le tracce delle sofferenze subite dal proprio popolo. L'istituzione del Giorno del Ricordo vuole essere un modo per affrontare in maniera condivisa le cause e la responsabilità di quanto è accaduto e per superare tutte le barriere di odio, diversità e discriminazione. L'Italia non può e non vuole dimenticare”.
Proprio questa mattina sono comparse a Roma scritte deliranti a favore delle foibe. Il monumento per i martiri delle foibe e il cippo carsico che ricorda le vittime di tutte le guerre sulla via Laurentina sono stati imbrattati con della vernice e sono stati trovati anche dei volantini con i quali si inneggia alla libertà dei popoli, si dichiara morte al fascismo e si critica l'italianità. Il governo, con le parole del viceministro degli Esteri  Marta Dassù, ha immediatamente condannato le scritte. "Si tratta di episodi marginali ma assolutamente deprecabili", ha detto. Anche a Trieste, alla Foiba di Basovizza, sull'altopiano carsico, si è svolta un cerimonia solenne; autorità civili, militari e religiose hanno reso omaggio alla vittime delle foibe. Nel corso della cerimonia è stata consegnata una onorificenza del Presidente della Repubblica a Sergio Bavdaz, figlio di Giuseppe, ucciso da un attentato a Monfalcone (Gorizia). Il vescovo di Trieste, Gianpaolo Crepaldi, ha celebrato una Messa spiegando che "le tragiche esperienze devono far coltivare in noi la consapevolezza del rispetto della dignità umana", citando anche alcune parole di Papa Giovanni Paolo II. Nel pomeriggio alla Foiba di Basovizza è atteso il presidente del Senato, Pietro Grasso. (Giovanna Napolitano, COMUNICA, 10 febbraio2014)