DIARIO DI GUERRA DI MARIO MUCCINI

Storia e memoria si intrecciano nelle immagini del tratto di fronte che ha interessato Plava, la prima testa di ponte italiana e il primo attraversamento dell'Isonzo. I nostri soldati lo fecero con ponti di barche in presenza del nemico. Era il 9 giugno del 1915. In questa zona di guerra morti, feriti e dispersi furono migliaia. I caduti vennero raccolti in due grandi cimiteri di guerra e uno di questi è quello dove si trova la Cappella di San Luigi che un gruppo di appassionati di storia hanno deciso di recuperare con numerose iniziative. Tra queste la riedizione del diario di guerra di Mario Muccini, tenente della Brigata Caltanissetta dal titolo “Ed ora andiamo! Il romanzo di uno scalcinato” che contribuirà a salvare dal degrado il luogo dove nell’inferno della Grande Guerra i soldati si affidavano a Dio. La cappellina è stata eretta nel 1916 dai soldati italiani della Brigata Firenze dislocati in Slovenia nei pressi di Plava, sul medio Isonzo. Il volume, curato da Sergio Spagnolo e pubblicato con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è tra i più citati nelle bibliografie di esperti e storici militari. Le immagini della clip mostrano il cimitero dedicato al Gen. Giovanni Prelli, comandante della divisione che attaccò Plava e la sua famigerata quota, raccoglieva circa 3500 salme che nel 1938 furono traslate nel grande Sacrario di Oslavia, un po’ più a nord di Gorizia. Tra queste vi erano anche 140 caduti austriaci. (Elena Ciotta, 1 agosto 2014)