CASSINO: LA MENORAH DI ANTICOLI IN RICORDO DEI EFRATI, EBREI CIOCIARI

Mercoledì 30 gennaio, nell'ambito delle manifestazioni destinate al Giorno della Memoria 2019 e a margine di un convegno sul “Dovere della memoria” (Sala Pier Carlo Restagno del Palazzo Municipale, ore 10,30) a cui parteciperanno il vescovo Gerardo Antonazzo, lo storico Pino Pelloni, la testimone Luciana Ascarelli e il presidente del Centro Studi Cassinati Gaetano De Angelis-Curtis, il Comune di Cassino, di concerto con la Fondazione Levi Pelloni, con il Centro Studi Cassinati e l'Associazione Docenti Europei, installerà a ricordo del sacrificio degli ebrei cassinati Settimio e Marco Giacomo Giuseppe Efrati due copie della Menorah di Anticoli.

La Menorah di Anticoli, un’incisione di fattura catalana, il che ha fatto ipotizzare la sua datazione alla fine del XV, è stata rinvenuta in Via del Macello nel Ghetto ebraico di Anticoli e rappresenta un documento molto importante per la storia di Fiuggi e dell'Ebraismo del Basso Lazio.

La Menorah, nella copia realizzata da Luigi Severa, viene offerta come simbolo di onorificenza e di ricordo a personalità che si sono distinte nella ricerca storica e nell'esercizio del dovere dell'accoglienza e della solidarietà, in memoria per cittadini europei, ebrei e non solo, che sono state vittime dei totalitarismi del Novecento.

A ricordo dei due commercianti cassinati, vittime della follia nazista, verranno poste nel giardino del Monumento ai Caduti della città martire ciociara.

Settimio Efrati, figlio di Giuseppe Efrati e Enrichetta Sonnino è nato a Cassino il 27 settembre 1879. Di professione commerciante. Coniugato con Alda Fiorentino, nata a Roma il 18 aprile 1886, figlia di Carolina Baroni e Eugenio Fiorentino. I due coniugi e la loro figlia Mirella ( nata a Roma il 14 settembre 1923) vennero arrestati a Roma il 16 ottobre 1943. Deportati nel campo di sterminio di Auschwitz non sopravvissero alla Shoah.

Marco Giacomo Giuseppe Efrati, figlio di Settimio Efrati e Sara Della Seta è nato a Cassino il 7 maggio 1880. Di professione commesso. Coniugato con Clara Baroccio, figlia di Graziano Baroccio e Olimpia Modigliani, nata a Roma il 20 settembre 1891. Arrestati a Roma il 16 ottobre 1943, vennero deportati nel campo di sterminio di Auschwitz da dove non fecero più ritorno. Stessa sorte per il loro figlio Augusto, nato a Castelgandolfo il 24 agosto del 1916, arrestato a Roma il 16 aprile del 1944, rinchiuso nel campo di Fossoli e poi destinato ad Auschwitz dove ha trovato la morte.