Se Hitler è ancora un bestseller

Sorpresa su ebook: il "Mein Kampf" del Führer trionfa nelle vendite.

Quando un libro puzza di zolfo, o si porta dietro qualche censura morale, le vendite sono pressoché garantite. Lo sapevano bene gli editori settecenteschi che nascondevano sotto titoli innocui (come Thérèse Philosophe) testi pornografici o politicamente sovversivi. Gli storici, a partire da Robert Darnton, ci hanno chiaramente dimostrato che questi libri vendevano più di Voltaire o Diderot. Non cambia molto nemmeno ai giorni nostri. Ieri i giornali inglesi erano in subbuglio perché qualcuno si è accorto che tra gli e-book che trionfano nelle vendite è spuntato il Mein Kampf di Adolf Hitler. Il delirante manifesto, concepito dal futuro Führer durante la reclusione nel carcere di Landsberg am Lech, è secondo tra i titoli di Political Science&Ideology del catalogo online di Amazon Uk, primo tra i titoli su fascismo e nazismo, primo tra i libri della categoria «Propaganda». Come ha spiegato il giornalista e blogger americano Chris Faraone, che per primo ha lanciato l'allarme: «Il Mein Kampf sta seguendo lo stesso percorso di certi libri erotici come Cinquanta sfumature di grigio... La gente si vergogna di averli in libreria ma è contenta di poterli leggere di nascosto nel proprio e-reader o tablet». Senza contare che invece le versioni gratuite del testo sono state scaricate (secondo Faraone) almeno 100mila volte.

Per carità, i numeri sono ovviamente più piccoli di quelli delle pornacchiose Sfumature: nella classifica generale dei libri a pagamento su Kindle il «mattone» (la definizione è di Benito Mussolini) vergato da Hitler è al 997º posto in Gran Bretagna e al 788º negli Stati Uniti. Però è vero che il titolo è in salita. La versione digitale americana è stampata dalla californiana Elite Minds (che vende il testo a 99 centesimi). Il presidente Michael Ford ha spiegato che le «vendite sono molto forti» e che esiste un «dilemma morale nel promuoverle». Ma, in effetti, di promozione non c'è bisogno il traino è tutto nel fatto che il libro sia tabù. Ed è davvero difficile pensare che qualcuno legga 800 e passa pagine piene di Lebensraum, superominismo d'accatto e citazioni delle panzane biologiche di Ernst Heinrich Haeckel.

Certo qualche brutto precedente c'è. Il libro divenne un bestseller in Turchia nel 2005 (si trattava di una edizione cartacea a basso costo). Come in molti Paesi arabi il successo era ed è segno di antisemitismo (difficile credere che a Teheran venga letto per motivi storici o per discettare del parere di Hitler sulla «negrizzazione della Francia»). Resta più spinosa la questione di come vengono utilizzati i proventi delle vendite. Per anni i diritti sono appartenuti alla Baviera (che ne vietò la pubblicazione in Germania), ma ora sono scaduti. L'inglese Random House che stampò su carta il titolo dopo che in Inghilterra venne a cadere il divieto di stampa (durato dal 1945 al 1969) ha sempre convertito i proventi in donazioni al German Welfar Council: una charity che aiutava le vittime dell'Olocausto. Una soluzione niente male, e infinitamente più utile della censura, per stroncare ogni polemica. Chissà se gli editori online saranno altrettanto filantropici. (Matteo Sacchi, IL GIORNALE, 10 gennaio 2014)