Quei coloni tedeschi in Palestina. Una setta religiosa del' 800 ispirata ai cavalieri Templari

Un muricciolo sbrecciato, a tratti coperto d'edera, delimita il piccolo cimitero dei Templari. Difficile trovarlo, se non lo si conosce. È situato a German Colony, uno dei quartieri più vecchi della Gerusalemme occidentale

Un luogo appartato, con il muschio che riveste le tombe e le croci sovrastanti massicce lastre di pietra. Le iscrizioni sono in caratteri gotici, talvolta accompagnate da versi in latino. Come quella sulla sepoltura di Christoph Hoffmann, nato nel 1815 e morto nel 1885. Lui fu il fondatore e l'ideologo della setta messianica nata a metà dell'Ottocento nella Germania sud-occidentale, in rotta con la Chiesa luterana e determinata a fondare una comunità di eletti in Terrasanta, con la missione di vivere secondo l'originaria etica cristiana. Nel 1858 fondarono la «l'empelgesellschaft», la Società dei Templari, e dal 1868 iniziarono a colonizzare la Palestina di allora, provincia dell'Impero ottomano. In Israele se ne parla da pochi anni: nel 2007, lo Eretz Israel Museum di Tel Aviv dedicò una ricca esposizione, corredata di una guida dettagliata, alle vicende sconosciute dei «coloni tedeschi», che precedettero e in molti casi aiutarono i primi giovani sionisti, decisi a creare il «nuovo ebreo» contadino e operaio nella «terra dei padri». Oggi il rinnovato interesse per la Prima guerra mondiale rilancia le ricerche. Emerge così una vicenda che ha del fantastico. I Templari arrivano con mogli e figli, si insediano a Gerusalemme, Haifa, Jaffa e Sarona (ora un quartiere di Tel Aviv). Nel momento di maggiore espansione non raggiungono le 3.000 persone, ma si fanno notare. Le loro ampie abitazioni in stile centro-europeo, dai muri in pietra massiccia, con i tetti di tegole rosse e i giardini fioriti, si distinguono nettamente dal resto dei nuclei urbani. Dopo la morte di Hoffman, la tensione religiosa si affievolisce, ma rimane viva l'idea di costruire la società perfetta. Nascono scuole agricole, piantagioni sperimentali, ospedali, centri educativi, società sportive e piccole aziende alimentari. I Templari diventano un modello e spesso fanno da maestri per i sionisti. Dice Yaron Perry, dell'Università di Haifa: «Negli anni precedenti la Prima guerra mondiale i Templari si allineano con la politica di Berlino, che include le simpatie per le nuove colonie ebraiche, a loro volta percepite come filotedesche». Grazie a questa collaborazione, saranno gli ufficiali tedeschi del corpo di spedizione in Palestina a convincere gli ottomani a non espellere gli ebrei da Gerusalemme. La luna di miele finirà però con il crescere dei sentimenti filonazisti tra i Templari negli anni Trenta. Saranno quindi i britannici a chiuderli in campi di detenzione allo scoppio della Seconda guerra mondiale, per poi espellerli nel 1945. La maggioranza dei loro discendenti oggi vive in Australia. (Lorenzo Cremonesi, LETTURE del Corriere della Sera 9 marzo 2014)