La storia dei due violini

Dobbiamo partire da lontano, dagli orrori, per raccontare la storia di due violini. Partire dagli anni della guerra e della Resistenza per arrivare infine all'oggi, con un sorriso. Il 20 marzo del 1944 la 'Hermann Gring', affiancata dalla Gnr, compie la strage di Cervarolo nell'aia del piccolo borgo reggiano, continuando quell'azione di annientamento della popolazione civile che per mesi mise in ginocchio l'Appennino reggiano e modenese.

Era il tipico paesino di montagna Cervarolo, con i propri personaggi caratteristici, con soprannomi noti nel raggio di chilometri. Qui c'era un ragazzo, Virgilio Rovali, il musicista del paese che, quando fu arruolato, lasciò in custodia alla madre il proprio prezioso strumento. Virgilio dal fronte continuava a scrivere ai famigliari ignaro della strage che poco dopo la sua partenza aveva portato via 24 uomini lasciando solo donne, bambini, cenere, e sempre chiedeva del suo violino. Quando tornò il suo strumento era lì ad aspettarlo, scampato all'incendio delle case appiccato dalle SS. Lì, per ritmare la ricostruzione. Violino che ancora oggi accompagna tante commemorazioni e manifestazioni per la memoria e il ricordo condiviso. Ma la storia dicevamo è sorprendente ed ecco che nel luglio 2012, sempre nel reggiano ma dalla parte opposta rispetto a Cervarolo di Villa Minozzo, in quella terra piatta per chilometri che si srotola verso il Po, precisamente a Casoni di Luzzara in una casa da abbattere a causa del recente terremoto, viene rinvenuto il violino dimenticato di un caduto partigiano. Luigi Freddi aveva lasciato il prezioso strumento in pegno alla famiglia Vezzani, da cui si era nascosto dopo il fallito attacco a un deposito di munizioni, in cambio di una giacca e pantaloni per confondersi nella fuga. Ma Luigi, diciannove anni, non tornò più, impiccato dai fascisti assieme al compagno Selvino Lanzoni. Appesi al lampione della piazza, che tutti potessero vederli. Era il 23 marzo 1945. Il violino è così stato dimenticato in soffitta fino a quell'estate, dove dalle mani della famiglia Vezzani è passato all'Anpi di Luzzara. Due violini per una terra, per una storia che quest'anno, nell'anniversario della morte di Luigi Freddi, Selvino Lanzoni e della strage di Cervarolo, hanno suonato per la prima volta assieme, sulla piazza di Casoni fra studenti, famigliari dei caduti e centinaia di cittadini, e nell'aia del piccolo borgo di montagna fra i famigliari delle vittime e i tanti affezionati alla memoria. Un gemellaggio fra i due comuni reggiani reso possibile dall'impegno dell'Anpi e di Istoreco, l'istituto storico che per primo ha fatto conoscere la vicenda del violino di Rovali. Quest'anno, il 23 e il 24 marzo, è stata così la musica a raccontare, a emozionare sottolineando le parole di Giacomo Notari presidente dell'Anpi provinciale, di Simone Lasagna dell'Anpi di Luzzara, del sindaco Andrea Costa di Luzzara e del vice sindaco di Villa Minozzo Erica Beltrami, in un viaggio anche attraverso il territorio. Le commemorazioni si sono concluse sulle note della canzone dei Modena City Ramblers, scritta per raccontare del violino di Luigi con cui è stata incisa, suonato per l'occasione dal maestro Alberto Campagnano assieme al maestro Emanuele Reverberi, le cui dita da anni ormai fanno cantare il violino di Cervarolo. Un suono “come il pianto di una madre che ci fa vibrare il cuore”, ha detto nel suo intervento il parroco don Attilio Sarzi Sartori. (Gemma Bigi, ANPI, 5 aprile 2013)