“Il mio film su Edith Stein la santa del dialogo”

La scelta del nome fatta dal nuovo Papa ha riportato all’attenzione una serie di segni provvidenziali della "amicizia" tra due santi, Edith Stein e Francesco d’Assisi.

Nella opera autobiografica (Dalla vita di una famiglia ebrea),  santa Teresa Benedetta della Croce, infatti, racconta che durante la celebrazione in casa del matrimonio della sorella Erna, volle che non fosse tolta un’immagine del san Francesco di Cimabue, nonostante il fratello Arno lo considerasse poco confacente per una liturgia ebraica. Per lei fu «una grande consolazione vederlo lì».

Si potrebbe dire che Francesco «ricambiò la cortesia», infatti fu un suo figlio spirituale, il frate minore Herman Leo Van Breda, a ritrovare gli scritti della filosofa carmelitana tra le rovine del monastero di Echt. E adesso è ancora un francescano, padre Francesco Alfieri, docente alla Pontificia Università Lateranense e all’Università di Bari, che ha curato la bibliografia mondiale della santa filosofa. Padre Van Breda salvò anche l’opera integrale del maestro della Stein, Edmund Husserl, dalla distruzione del nazismo.

Il nome del nuovo Papa ha spinto anche il regista americano Joshua Sinclair, che sta accingendosi a girare un nuovo film su Edith Stein (dopo quello di Marta Meszaros di quasi venti anni fa), a puntare i riflettori sul singolare influsso che san Francesco ebbe su santa Teresa Benedetta della Croce. «Un influsso – dice Sinclair – che l’accompagnò fin sulla soglia di Auschwitz, dove grandi uomini come fra’ Wolfgang Rosenbaum (anche lui convertito) persero pure la vita». Attraverso il francescano padre Alfieri, il regista è entrato in contatto con la nipote di Stein, Susanne Batzdorff (figlia della sorella Erna) che sarà consulente durante la realizzazione dell’opera. Mentre lo stesso padre Alfieri, cosa eccezionale per un religioso, è stato chiamato dal regista ad interpretare un ruolo nel film, probabilmente quello di uno dei frati conosciuti dalla Stein in campo di concentramento.
«Vorrei – spiega Sinclair – che comprendessimo sia l’Edith ebrea, sia l’Edith carmelitana, perché desidero che questo film aiuti a risolvere ogni dissenso tra le due comunità; che comprendessimo finalmente attraverso la storia di Edith che l’antisemitismo è inconcepibile per un cristiano. È impossibile capire il Signore senza riconoscere pienamente le sue radici nella storia del Popolo Eletto di Dio». Sinclair ha imparato cosa veramente vuol dire "empatia", un concetto chiave del pensiero della Stein, attraverso un’esperienza di lavoro con Madre Teresa di Calcutta nelle baraccopoli della metropoli indiana, come membro di "Medici senza Frontiere". «Si può anche dare aiuto senza una totale dedizione di sé – dice il regista –. Ma l’empatia è diventare l’altro. Identificarsi con la sofferenza dell’altro, facendola propria». Del resto è significativo che la filosofa, prima di concludere la sua dissertazione di dottorato sull’empatia, facesse questa esperienza di donazione agli altri in un ospedale militare durante la prima guerra mondiale, come appunto il film racconterà. È proprio la caratteristica saliente dell’empatia che Sinclair riconosce nell’agire di Papa Francesco. «Il Santo Padre – ha scritto il regista – ha chiaramente dimostrando la sua empatia per i poveri. Sono certo che il suo pontificato porterà a una comprensione più profonda del precetto fondamentalmente cristiano, come anche umano, del "camminare nelle scarpe degli altri", che siano cattolici o buddisti. E questo atteggiamento sarà sempre più attuale nel XXI secolo in cui la religione è tornata a giocare un ruolo determinante a livello mondiale». Sinclair considera, perciò, un fatto provvidenziale che il lavoro di preparazione lo abbia costretto ad aspettare a quest’anno per produrre Edith (già previsto per il 2012): «Potremo fare le riprese sotto l’auspicio di Papa Francesco e della sua dedizione al messaggio francescano di umiltà, povertà ed empatia». La pellicola disporrà di un cast eccezionale con componenti che nell’insieme hanno vinto più di quattro premi Academy Award e innumerevoli altri prestigiosi riconoscimenti. Vi figureranno nomi di alto livello come Zana Marjanovic (Edith Stein) Claire Bloom, Juliet Mills, la celebrata attrice tedesca Anja Kruse, Natalie Portman, Karl Markovics (protagonista del film "Il Falsario" vincitore del Premio Oscar 2008 come miglior film straniero), Richard Johnson, Jane Merrow. Per le musiche vedrà la collaborazione di Ennio Morricone (che comporrà la colonna sonora), del maestro della fotografia Vittorio Storaro, Ola Gjeilo, John Debney, con l’apporto di cantanti come Sarah Brightman e Andrea Bocelli. Parte dei profitti della pellicola andranno a sostenere "The Edith Stein Fund", che ha lo scopo principale di salvare e  aiutare bambini e donne bisognosi, sofferenti per abusi ed emarginazioni, offrendo loro nutrimento, accoglienza, cura attraverso "Medici senza Frontiere" e organizzazioni analoghe. (Fulvio Panzeri, AVVENIRE, 8 luglio  2013)