Ex deportate ad Auschwitz adottano il nipote di un nazista

Le gemelle Kor sopravvissero al lager dopo atroci esperimenti medici. Ora sono state contattate dal nipote del comandante del campo, in preda ai rimorsi. E lo hanno adottato.

Il nipote del comandante di Auschwitz è stato adottato da due ex deportate, che nel lager nazista subirono atroci esperimenti medici. La storia arriva dagli Usa ed è stata rilanciata dal britannico The Daily Mail, che racconta come Eva Mozes Kor e sua sorella gemella Miriam, nate alla metà degli anni Trenta, abbiano adottato Rainer Hoess, nipote del gerarca nazista (e comandante di Auschwitz) Rudolf. All'età di dieci anni, le due gemelle furono deportate nel campo di sterminio, dove persero entrambi i genitori: nel lager nazista vennero anche sottoposte ad esperimenti medici da parte del dottor Josef Mengele, medico del campo ed autore di atroci sevizie sui prigionieri da lui giustificate con sedicenti scopi di "ricerca scientifica".

Sopravvissute al campo di concentramento e poi emigrate negli Stati Uniti, alcuni anni fa le due vennero raggiunte da una mail dell'allora sconosciuto Rainer Hoess, che spiegava come il senso di colpa per le azioni commesse dal nonno lo avesse spinto a cercare il perdono di almeno alcune delle vittime dell'Olocausto.

Hoess spiegava di aver tagliato ogni rapporti con la famiglia, disgustato dalle responsabilità del nonno, sotto la cui autorità si stima che siano stati uccisi più di un milione di prigioneri, in larga parte ebrei. E, spinto dal senso di colpa, ha chiesto ad Eva di divenire la sua nonna adottiva.

La donna, colpita dal gesto, ha accettato: "Sono orgogliosa di essere sua nonna - spiega - Lo ammiro e gli voglio bene: aveva bisogno di quell'amore che la sua famiglia non gli ha mai dato."

Eva e sua sorella Miriam sono sopravvissute agli esperimenti più brutali: lo staff medico guidato dal dottor Mengele soleva inoculare di proposito virus anche letali nei prigionieri selezionati per gli esperimenti medici. Nel caso dei gemelli, ne veniva contagiato solo uno. In caso di morte, veniva ucciso anche l'altro per poter poi procedere a una comparazione post mortem. Delle 1500 coppie di gemelli deportate ad Auschwitz ne sopravvissero appena 200. Una responsabilità il cui fardello Rainer Hoess non è riuscito a sopportare: "In famiglia vigeva una vera e propria dittatura, il nonno era da ammirare come un eroe. Ma per me è stata una croce". (Ivan Francese, IL GIORNALE, 15 gennaio 2015)